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La vita è un bene perduto se non è vissuta come avremmo voluto…

Intervista a Massimo COMO del 04/07/2001. (Per non dimenticare…)

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L’intervista fu “pensata” per offrire a Massimo Como, neo eletto sindaco di Campi Salentina a capo di una coalizione di Centro-Destra, una buona occasione di replica, dopo aver vinto le elezioni amministrative del 2001, alle pesanti e innumerevoli accuse che, da più parti, gli venivano rivolte a causa delle sue scelte audaci che sconvolsero i progetti e i piani di una classe politica, dalla quale proveniva, per niente migliore dello stesso Como. La “buona occasione” non fu colta interamente né fu adeguatamente valutata. Massimo Como non ebbe né la forza intellettuale né il coraggio necessario: gli fu sufficiente ricordare a se stesso di essere stato eletto SINDACO per rinvenire, invece, motivi validi che lo autorizzassero a disattendere qualunque impegno morale assunto e qualsiasi sforzo che lo riqualificasse al di là del ruolo…conquistato! Le 10 domande che componevano l’intervista gli furono consegnate affinché, riflettendoci su, scovasse, per ognuna, una congrua risposta. Tentò di farlo, con l’aiuto dei soliti servizievoli sapientini d’occasione, poi ritenne più conveniente auto-riconoscersi la facoltà di non rispondere, senza conseguenze per la propria immagine, barattando con le meschine aspettative della Proprietà del giornale (Città Viva) su cui sarebbe stata pubblicata l’intervista, la garanzia che non comparissero le domande senza risposta. Soliti sotterfugi e misere furberie adatte a mistificare la realtà e ad apparire ciò che non si è: costume ancor’ora, bisogna ricordarlo, da molti estimatori largamente praticato con successo. Dopo una lunga gestazione… rispose solo a 5 domande su 10, trascurando, inutile dirlo, quelle più significative.

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Written by limonenero

20, Aprile, 2008 a 6:08 pm

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