L’Amianto sul tetto che scotta “Le Pagine di Penna Nera”
I cittadini sono allarmati. Ci si chiede come liberarsi da questo materiale “fuorilegge” e pericoloso per la salute
L’ amianto che scotta sul tetto dell’ex manifattura tabacchi
Il sindaco pronto a rilevare l’edificio per la bonifica
L’ amianto sui tetti è ormai fuori legge. E’ quanto ha decretato la legge 257 del marzo ‘ 93. Ma come liberarsi di questo materiale pericoloso per la salute e che in passato ha avuto tantissimi impieghi? Non si può più estrarlo, importarlo, esportarlo e commercializzarlo, né si possono produrre articoli che lo contengano. Bene, è finita un’ epoca, ma ora il problema è liberarsi da quello che abbiamo ricevuto in eredità o, almeno, conviverci senza rischi. E qui cominciano i guai, visto che l’ indistruttibile materiale era “gettonatissimo” per le sue caratteristiche tecniche: resistenza, impermeabilità , inattaccabilità da parte del fuoco e dagli acidi. Impiegato, quindi, per la costruzione delle lastre di coperture degli edifici, nei rivestimenti termici e antincendio, nei freni e nelle frizioni delle automobili, nelle condutture delle acque e delle fogne, negli ondulati per i tetti , l’Eternit appunto che rievoca la più grossa azienda produttrice di fibra di amianto e che è stata al centro di battaglie legali per il risarcimento delle morti degli operai impegnati nella lavorazione di questo materiale killer. L’amianto è stato utilizzato anche nell’ isolamento degli impianti termici, nelle navi, nei vagoni ferroviari.. Ed è stata proprio la bonifica di questi ultimi, o meglio, la loro mancata bonifica, ad allertare l’opinione pubblica. Ma forse il vero rischio non corre più sulle rotaie, ma sulla nostra testa.
A Campi Salentina, sembra non esserci soluzione al problema. Parliamo dello stabile della ex manifattura tabacchi il quale può conservare l’amianto sul proprio tetto. E’ quanto stabilito con una recente sentenza. Il tribunale, infatti, obbliga il proprietario, in questo caso il demanio, alla messa in sicurezza delle lastre d’ amianto. Ma si parla di messa in sicurezza e non di esportazione o di eliminazione.
La domanda a questo punto sorge spontanea: l’amianto può essere messo in stato di sicurezza?
Le lastre di amianto, per onor di cronaca, nel giro di dieci, quindici anni, vanno incontro a un processo di erosione imponente, di cui sono responsabili soprattutto le piogge acide e, per tale motivo, liberano nell’aria le fibre nocive per la salute dell’uomo. Il sindaco di Campi Salentina, Massimo Como, con lo scopo di risolvere il grave problema, si è detto pronto ad acquistare ad un prezzo ragionevole, l’immobile, che versa in condizioni di abbandono e degrado, per effettuare, successivamente, la dovuta bonifica.
L’ amianto, per ricordarlo, è stato bandito per legge dopo che anni e anni d’ impiego hanno dimostrato i danni della sua inalazione sull’apparato respiratorio: asbestosi, cancro del polmone e mesotelioma (un raro tumore della pleura, la guaina che ricopre i polmoni). L’ amianto non sembra, invece, tossico se ingerito, ma c’è chi sostiene un suo effetto cancerogeno sull’ esofago, sullo stomaco e sul colon. I cittadini di Campi sono allarmati. Ma purtroppo, alla luce dell’attuale situazione, l’amianto rimarrà ancora per molto sulle loro teste.






























