PD – Coordinamento del 22/04/2008
LE PRIMARIE
Il Coordinamento o l’Assemblea di Circolo, diamo il nome che più riteniamo opportuno all’appuntamento periodico per la discussione e l’analisi politica e sociale del PD di Campi Salentina, è stato convocato con l’indicazione, all’ordine del giorno, per l’analisi del risultato elettorale del 13 e 14 Aprile 2008. L’argomento, però, che ha maggiormente attratto l’attenzione dei partecipanti all’assemblea e ha sollecitato il maggior numero d’interventi, nonostante l’ordine del giorno proponesse altro, a riprova di quanto sia alta l’aspettativa tra gli iscritti al partito per la trattazione di tali tematiche, è stato determinato dalla relazione della segreteria di Circolo sull’ all’incontro che si è svolto, in sede diversa da quella del Partito, tra i componenti della stessa segreteria e i probabili candidati Sindaco alle prossime Elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale. Tale argomento, più volte rinviato, è giusto che venga affrontato, per tempo, con serietà e trasparenza: una problematica così importante e, diciamolo pure, così controversa, come appare l’attribuzione della candidatura al ruolo di Sindaco dalla quale molto dipenderanno lo sviluppo e la determinazione del percorso politico del partito e le sorti della comunità, non deve ulteriormente essere trascurata. L’aiuto a districare la matassa…, proviene inequivocabilmente da quanto stabilito dal capo IV°, Art.18 e commi successivi dello Statuto del PD che detta con chiarezza le linee guida da seguire nel caso si profilino, come pare si stia verificando, più isatnze di canditatura per il ruolo di Sindaco. Disattendere la normativa statutaria sarebbe un grave errore che produrrebbe una serie di eventi dannosi i quali, a catena, si ripercuoterebbero sulla integrità del partito e sulla credibilità dei suoi organi dirigenziali sino a sfociare in un possibile ricorso alla Commissione di garanzia nazionale o regionale, istituto previsto al capo VIII°, art. 40 e successivi commi dello Statuto del PD. I danni per l’immagine e la relativa attività politica territoriale del partito sarebbero, come è facile intuire, ingenti: tutto ciò, qualora avvenisse, determinerebbe una percezione di enorme disagio nella popolazione e tra gli iscritti del partito e non è così, invece, per le Elezioni Primarie che qualcuno, forse per scopo utilitaristico, vorrebbe evitare a tutti i costi. All’interno del dibattito svolto in assemblea su questi temi è apparso chiaro come da taluni componenti del Coordinamento di Circolo, provenisse, insopprimibile, un segnale di forte negligenza e avversione alle regole della democrazia, soprattutto quando vincoli e norme costituiscono un impedimento ai propri progetti. Non si tratta di sostenere ciecamente un candidato piuttosto che un altro. I candidati del PD alla carica di Sindaco sono per il momento due e senza ombra di dubbio, entrambi, racchiudono gli elementi e le caratteristiche migliori per ambire alla nomina. La questione, invece, è strettamente legata al rispetto che sarà necessario osservare nei confronti dei criteri che bisognerà adottare per la designazione. I parametri, che piaccia o meno, sono stabiliti all’interno dello Statuto del Partito Democratico. Tentativi ARTIFICIOSI di reinterpretazione “ad usum delphini“ delle regole o , ancor peggio, di inquinamento dell’ordinario percorso di elaborazione politico – personale, con forzature ed intromissioni esterne, riflettono un cultura antica, corrotta e superata, in aperto contrasto con l’Etica del Partito Democratico. No è ammissibile, anche solo sul piano squisitamente logico, ritenere, a parole, la piena legittimità di tutte le candidature sino ad oggi proposte e poi, di fatto, sostenerne una e discriminare l’altra sulla scorta di valutazioni di parte: all’interno di questo atteggiamento, poco politico e molto partigiàno, si nasconde malamente una anomala contraddizione, evidenziata dallo sviluppo incoerente del ragionamento. I candidati alla carica di Sindaco per il Comune di Campi Salentina se non sono degni di interpretare al meglio questo ruolo non devono essere candidati se, viceversa, sulla loro validità non vi sono ombre di alcun genere che potrebbero costituire una pregiudizievole, dovranno ottenere il proprio valore aggiunto dai cittadini attraverso la consultazione elettorale delle PRIMARIE. Non è utile al partito il dilungarsi oltre in tentativi maceranti per inventare una soluzione che è già presente, se la Segreteria cittadina consentirà, non si capisce bene perché dovrebbe accadere…, che la discussione e il confronto su queste tematiche continuino ad oltranza…, alimentati esclusivamente da valutazioni il cui valore o significato appare limitato e si giustifica solo in rapporto ad esigenze particolari, si assumerà la pesante responsibilità di favorire, all’interno del partito come all’interno di tutto l’elettorato, lo sviluppo di animosità, rancori e malcontento generale che , inevitabilmente, avranno un riverbero penalizzante nella fase elettorale. Se si perderanno le prossime elezioni poi che accadrà?.. Dovremo assistere inerti, ancora una volta, al pietoso pianto del coccodrillo con relative, patetiche quanto tardive e inutili, dimissioni del solito segretario pentito??! Questo film è già stato proiettato diverse volte e siamo tutti molto stanchi di dovervi assistere ancora per forza: lo spettacolo non ci piace!






























